Vai al contenuto
K. gli ebrei, l'Europa, il XXI secolo
Creare un account

Voci italiane per K.

La cinquantesima uscita settimanale della newsletter di K., la rivista – edizione italiana di K., la revue – segna una tappa che vuole essere insieme editoriale e intellettuale, la sedimentazione di un lavoro di scelta, traduzione e messa a fuoco di voci che interrogano il presente europeo dall'interno dei suoi punti di rottura. Una serie di interventi che cominciano ad assomigliare a un paesaggio con le sue linee di forza, le sue ricorrenze, le sue frizioni. La scelta di proporre testi in italiano è anche un modo per misurarsi su una tensione simile: quella tra lessico pubblico e complessità storica, tra dibattito immediato e stratificazione del pensiero. In questa occasione proponiamo una selezione di testi di autori italiani che restituiscono, ciascuno a suo modo, questo sguardo. Nel ricordo di Amos Luzzatto, figura centrale del pensiero ebraico italiano contemporaneo, emerge una riflessione che tiene insieme eredità intellettuale e responsabilità civile. La storia ebraica della diaspora si confronta invece con le sue narrazioni pubbliche, tra memoria, rappresentazione e rimozione. La Carta di Modena e il dibattito sull’antisemitismo istituzionale aprono una discussione sulle parole e sulle loro conseguenze politiche, mentre un intervento sul rinnovamento del linguaggio invita a misurare l’usura delle categorie con cui descriviamo il presente. Infine, Europa: ultima chiamata allarga lo sguardo oltre i confini nazionali, interrogando la tenuta stessa dello spazio politico europeo. Non testi che convergono verso una tesi comune, quindi, ma una scelta che tiene insieme differenze e attriti. Una non-convergenza che si apre e prende respiro.

Amos Luzzatto: «Per disgrazia umana le grandi crisi storiche quasi sempre generano scontri violenti, guerre o rivoluzioni. La nostra generazione ci si sta avviando a passi accelerati»

Pubblicato l’11 settembre 2025

Il 15 luglio 2006 Amos Luzzatto scriveva un’articolata riflessione sulla crisi mondiale in atto. Era appena esplosa la cosiddetta seconda guerra del Libano, scatenata dal rapimento da parte di Hetzbollah di alcuni soldati israeliani. Il presidente dell’Iran all’epoca era Ahmadinejad, un leader che sovvenzionava l’apparato militare di Hetzbollah in Libano e che si era fatto paladino […]

>>>Leggi qui il testo di Amos Luzzatto


Sono una storica ebrea della Diaspora e non sono mai andata in «gita» a Auschwitz

Di Serena Di Nepi

Pubblicato il 23 Ottobre 2025

In Italia, la memoria della Shoah viaggia su binari tortuosi. Le Monde lo segnala senza indulgenza: politica e commemorazione spesso si intrecciano male, e le parole di una ministra hanno acceso polemiche anche oltre confine. Serena Di Nepi, storica della Diaspora, prende un’altra via: racconta perché non ha mai partecipato al Viaggio della Memoria ad Auschwitz, tra esperienza personale e riflessione storica, mettendo a fuoco il cortocircuito tra memoria pubblica e memoria familiare, e mostrando come la memoria ebraica sappia continuare a respirare anche lontano dai riflettori.

>>>Leggi qui il testo di Serena Di Nepi


Contro la semantica dell’oblio: la Carta di Modena e la lotta all’antisemitismo istituzionale.

Di Vincenzo Pacillo

Pubblicato il 30 Ottobre 2025

Nel dibattito contemporaneo sull’antisemitismo, il rischio maggiore non è l’eccesso di parole, ma la perdita di senso delle parole stesse. La Carta di Modena, al centro della riflessione di Vincenzo Pacillo, nasce da questo punto di frizione: tra la necessità di un linguaggio capace di riconoscere la differenza e la tendenza istituzionale a neutralizzarla. In un tempo in cui la democrazia sembra logorarsi nella fatica del riconoscimento reciproco, Pacillo riporta il discorso giuridico al suo compito più alto: restituire al diritto una semantica della responsabilità, in cui la tutela della libertà religiosa diventa parte essenziale della lotta contro l’oblio e la disumanizzazione.

>>>Leggi qui il testo di Vincenzo Pacillo


Rinnovare i linguaggi

Di Gadi Luzzatto Voghera

Pubblicato il 20 Novembre 2025

Nelle pieghe di un dibattito ormai logorato dal peso delle sue stesse parole, l’intervento di Gadi Luzzatto Voghera arriva come un tentativo necessario di riallineare lessico e realtà. Se il Novecento ha consegnato alla coscienza collettiva il termine antisemitismo – oggi incapace di restituire la complessità e le metamorfosi dell’odio antiebraico – il presente richiede un nuovo vocabolario. Nel proporre di usare un altro termine – Gadi Luzzatto Voghera propone “J-Hate” – Luzzatto Voghera non compie un atto di rottura ma di responsabilità: riconoscere che le categorie ereditate non bastano più e che solo un linguaggio rinnovato può evitare che l’incomprensione generazionale, politica e culturale diventi una frattura irreparabile.

>>>Leggi qui il testo di Gadi Luzzatto Voghera


Europa, ultima chiamata

Di Ada Treves

Pubblicato il 19 Marzo 2026

Europa come promessa, e come eredità, per misurare il peso della storia tedesca e la fragilità del presente: Habermas è qui il riflesso di una generazione segnata dal nazismo e dalla necessità di fare i conti con la responsabilità e con la speranza. Di fronte agli Stati Uniti che cambiano ruolo, a un’Europa che fatica a pensarsi soggetto politico autonomo, e a un mondo dove il potere si ricompone nell’Indo-Pacifico, la riflessione di Habermas è chiara e severa: la capacità dell’Europa di farsi carico del proprio destino è più decisiva che mai, e mai è stata così incerta. Nel testo di Ada Treves, Kurt Kister lo presenta attraverso lo sguardo di Philipp Felsch, restituendoci un filosofo che non si limita a elaborare teorie, ma ci richiama a responsabilità concrete, radicate nel passato e ineludibili nel presente.

>>>Leggi qui il testo di Ada Treves