#69 / Editoriale: Fare i conti con la Storia
Durante la pausa estiva K. sospende la pubblicazione di nuovi articoli. Ogni settimana riproponiamo una selezione di tre testi, raccolti intorno a un’idea. Fanno parte del nostro archivio, che raccoglie tutto quello che abbiamo pubblicato negli ultimi cinque anni: sono un invito a scoprire ciò che forse era passato inosservato, a rileggere pagine che conservano intatta la loro attualità e a condividere, con chi ancora non conosce K., un patrimonio di contenuti che resta liberamente accessibile a tutti.
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Ci sono eredità che si accettano solo attraversandole di nuovo. Benjamin Balint e Léa Veinstein tornano sul destino di Bruno Schulz per chiedersi chi abbia il diritto di raccontare le vittime; Liam Hoare segue l’Austria nel suo tardivo confronto con i propri carnefici; Susan Daitch chiude il percorso in un registro più obliquo, quello del mito dei Lamed Vovniks, i trentasei giusti nascosti che reggono il mondo. Tre modi di fare i conti con la Storia: attraverso il diritto di raccontare, la colpa e la leggenda.