Vai al contenuto
K. gli ebrei, l'Europa, il XXI secolo
Creare un account

#32 / Editoriale

Durante queste due settimane di festività K., la rivista si prende una pausa, ma abbiamo deciso di non interrompere il suo abituale ritmo di pubblicazione. 

Anzitutto vi proponiamo di leggere o di rileggere un testo già pubblicato: a dicembre 2024 la redazione di K. ha portato la rivista a teatro, un’esperimento che ripeteremo a febbraio. Il tema della serata, che ha visto la redazione alternarsi sulle tavole del palcoscenico, era “L’ultimo degli ebrei”. Ci sono state interviste dal vivo, video, letture e interventi musicali, e Ruben Honigmann ha proposto un ragionamento sulla fine infinita, una sua riflessione sulla solitudine di quegli ebrei che si immaginano ultimi, ma non finiscono mai di… non finire.

Su tutt’altro registro, meno meditativo: in “Joyeux Noël”, Felice Natale, Danny Trom analizza Gremlins, il film di Steven Spielberg e Joe Dante, e si compiace nel constatare che anche il mondo impregnato dal messaggio natalizio può essere messo sottosopra. Sappiamo che esiste il genere “Film di Natale”… questo non è solo un testo dedicato a tutti gli amanti dello spirito guastafeste, lo consigliamo soprattutto a coloro che sono curiosi di scoprire il genere “Film ebraico di Natale”.

Infine, in assenza del signore barbuto vestito di rosso, proponiamo di scartare alcune pagine della biografia intellettuale che Joël Whitebook ha dedicato all’inventore della psicoanalisi: Freud – di cui l’autore si propone di raccontare il percorso e le coordinate socio-culturali in cui si inserisce – è più austero e non arriva con una slitta cariche di regali, ma almeno non si infila in tutti i camini…